La stupidità dei “cattobigotti”

Avere un computer, un tablet, uno smatphone, di questi tempi, è la normalità.

Lo sono anche: una connessione ad internet, un browser (o web browser: l’applicazione, o il programma, che vi permette di accedere al mondo dinternet – ad esempio: Google Chrome), un profilo Facebook su cui conoscere il mondo, un blog su cui scrivere, un profilo Instagram su cui pubblicare foto… e via dicendo.

Il problema è che questa “normalità tecnologica” è alla portata di tutti.

Davvero di tutti… anche degli stupidi: “esseri” che, solitamente, chiamo utonti medi, o peggio, visto che siamo in Italia, utonti itagliani medi.

Questa particolare tipologia di utente di “esseri” è presente in ogni strato sociale, genere sessuale, religione, preparazione scolastica (andando dalla persona che ha la terza media al laureato da 110 e lode), città, regione, stato.

L’utonto pensa (termine usato impropriamente per questo tipo di “creatura infame”) di avere necessariamente ragione, di sapere ogni cosa del mondo (non informandosi su nulla e credendo alle bufale che circolano o alle trollate epiche in cui s’imbattono), di essere dispensatore di una “verità” che il genere umano ignora, di essere solo lui/lei, al mondo, ad avere la facoltà di proferir parola e di essere il solo/la sola a poter giudicare (come un “dio” che non deve essere contrariato) un evento, bello o brutto che sia.

E’ frequente incontrarli “sbraitare semplice stupidità” su qualsiasi argomento, dal più futile, al più serio.

Di solito, per renderli innocui, basta ignorare il loro vociare e passare oltre.

Sbattergli la verità in faccia può diventare controproducente: una lunga ed interminabile discussione dove, anche se tu hai ragione, finisci per avere il mal di testa. Oppure, in rari casi, si può ottenere il risultato di farli scappare a gambe levate, pur consci del fatto che, anche se voi avete “vinto” la diatriba, loro non hanno imparato nulla…. La certezza catastrofica è che torneranno più forti di prima ad assillare altri poveri malcapitati.

Il problema è quando la semplice stupidità – anche se divertente a volte – diviene cattiveria.

La stupidità cattiva è subdola, malefica, ignorante. Non ha rispetto per nulla. Neanche della morte.

E, di recente, questo cancro è tornato alla carica, celandosi sotto il vessillo della “religione”.

In questo caso “l’essere” prende il nome di “catto-bigotto” e, come detto sopra, parlando delle caratteristiche dello stupido “tipo”, pensa di dover sindacare su tutto, anche della morte altrui.

Nel mese di Novembre 2015, come tutti sappiamo, è avvenuta la Strage di Parigi:

Una serie di attacchi terroristi (rivendicati da quel manipolo di pazzoidi che, comunemente, chiamiamo ISIS) che hanno colpito, la notte del 13, alcuni luoghi della città francese (da Saint-Denis a Boulevard Voltaire).

La notizia è rimbalzata ovunque: tv, internet, radio, giornali cartacei.

Di questo tragico evento se n’è parlato a lungo e, oltre al dolore delle famiglie, alla commemorazione dei morti, alle discussioni politiche, alle rivendicazioni, alle catture, alla tristezza, si è assistito all’insorgere di discussioni razziste, pseudo-religiose, di discussioni che poco avevano a che fare con l’argomento da cui erano partite.

E, in questa bolgia infernale, ecco emergere, da internet, un articoletto cristiano sulla “Strage al Bataclan” (in cui venne coinvolto pubblico e band -Gli Eagles of Death Metal– ), scritto da una cristianissima (purissima e levissima) Santa Taddea (patrona delle cause inutili) che afferma:

Guardiamo la situazione dal lato spirituale.

Chi erano quegli individui che cantavano d’innanzi a centinaia e migliaia di giovani al Bataclan? Soprattutto qual’era il messaggio delle loro canzoni “blasfeme”?

Gli Eagles of Death Metal sono un gruppo rock statunitense “blasfemo” che propongono musica mettallica allo stato puro, un concerto di sballo al ritmo delle chiatarre elettroniche e tanto tanto chiasso.

Come testimoniato da un terribile filmato trasmesso dai notiziari di tutto il mondo, gli Eagles of Death Metal stavano suonando il loro brano Kiss the Devil che tradotto significa Bacia al diavolo sul palco del Bataclan, quando i terroristi hanno iniziato a sparare in sala: il fragore dei colpi, dopo pochi secondi, ha sovrastato la musica e la band è riuscita a salvarsi attraverso un’uscita sul retro del locale.

Coincidenza?!”

(Fonte: http://www.nextquotidiano.it/la-strage-di-parigi-colpa-di-satana1/uno tra i tanti. Se girate su internet, ne trovate a decine di questi articoli in cui è riportata la notizia)

La storia ha voluto che, per tali parole, la povera Santa Taddea sia stata “virtualmente” derisa, rimproverata, rimbeccata. Codesto “essere” avrebbe potuto scusarsi, rispondere alle critiche, fare penitenza, pregare per le vittime, imparare qualcosa, non credersi Dio sceso in terra… ma, no.

In un mondo imperfetto, come il nostro, la Santa Taddea, dopo aver cancellato l’articolo della “discordia”, dopo aver bloccato “i cattivi” su Facebook, dopo aver fatto calmare le acque, è tornata alle sue pessime abitudini.

Possiamo tranquillamente sorvolare sul “Bowie occultista e satanico” (googlate e fatevi due risate), ma non su questo:

1.png

 

È cristiano? È tollerabile? È umano?

La risposta è no. Nulla di tutto ciò è cristiano, nulla di tutto ciò è tollerabile, nulla di tutto ciò è umano.

Tutto ciò è meschino, di cattivo gusto.

Parlare della morte (accidentale o causata da malasanità) di una ragazzina in questo modo, accusandola in sostanza di essere una persona che in vita non ha avuto la fede (quindi malvagia), accusandola in sostanza di “essere una assassina”, solo per proclamare la propria personale idea sull’aborto, è… facile. Un modo facile per avere maggiori visualizzazioni su un blog. Nulla di più brutto, eticamente sbagliato e maligno. È disinformazione, sciacallaggio.

La vicenda di cronaca, come sappiamo, è ben diversa (una interruzione di gravidanza motivata da rischi per la salute, non solo del feto, ma anche della ragazza).

Sarebbe bastato: informarsi, capire e, soprattutto, non scrivere un abominio del genere.

Parlare dell’aborto è un conto, sparare a zero su una persona che non può più difendersi è un altro paio di maniche. Se si vuole informare, non è questo il modo. Se si vuole parlare di religione, si parli di religione senza attaccarsi a fatti di cronaca in maniera così leggera e superficiale.

È difficile ragionare con il cervello… ma è facile, su internet, fare davvero gli utonti medi, credendosi grandi, e, nella realtà dei fatti, fare la figura degli stupidi.

 

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Author: Kaori Maki

Sono poco interessante, lasciate perdere....

2 thoughts on “La stupidità dei “cattobigotti””

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